2021

SARS-CoV-2: collateral effects

 

Mixed technique

Dimensions variable

Materiali

cintura in pelle da uomo, reggiseni da donna, barattoli in PET, filo da cucito, cordoncino, carta, eco-incisioni, scrittura manuale, immagini digitali.

Materials

men’s leather belt, women’s bras, PET jars, sewing thread, cord, paper, eco-engravings, handwriting, digital images.

2021

SARS-CoV-2: collateral effects

Mixed technique

Dimensions variable

Materiali

cintura in pelle da uomo, reggiseni da donna, barattoli in PET, filo da cucito, cordoncino, carta, eco-incisioni, scrittura manuale, immagini digitali.

Materials

men’s leather belt, women’s bras, PET jars, sewing thread, cord, paper, eco-engravings, handwriting, digital images.

SARS-CoV-2: collateral effects (text).

«Sai quando ti senti incastrata?»
«Caduta in un barattolo, troppo alto per uscirne e oltremodo stretto per sentirti libera – o perlomeno illuderti di esserlo.
Spazzare le briciole di una realtà uguale a se stessa, nella apparente somiglianza dell’oggi al domani, mutante solo nel deprivarti della tua presenza.»
«Senti mancare la forza, la libertà d’immaginarti in modo migliore, il coraggio di scoprire la tua verità, deprivata delle tue stesse risorse per vivere e imbrattare in prima persona, visceralmente, la vita.»
– È la strategia di chi si sente potente e giusto da arrogarsi l’abuso sulla libertà, la dignità degli altri, facendoti credere di essere indegna di meritare l’esistenza a modo tuo.—

“Do you know when you feel stuck?”
“Fallen into a jar, too tall to get out and too tight to feel free – or at least delude yourself that you are.
Sweep the crumbs of a reality equal to itself, in the apparent similarity of today to tomorrow, changing only in depriving you of your presence. ”
“You feel a lack of strength, the freedom to imagine yourself better, the courage to discover your truth, deprived of your own resources to live and defile life in the first person, viscerally.”
– It is the strategy of those who feel powerful and right to assume the abuse of freedom, the dignity of others, making you believe you are unworthy to deserve existence in your own way.

SARS-CoV-2: collateral effects (text).

Si è perso il colore del cielo nei giorni che non hanno una fine.
«Era marzo già ieri, adesso l’inverno è arrivato davvero, in quest’angolo di mondo che mi è concesso vedere, nella scatola invertita, si è trasformato in: resistere in sordina, pilotati dall’invisibile che annienta le tinte, – concede soltanto tre note dirette da proclami in tivù».
Si scatenano le acque e sembra già il tramonto di un sole che ha scordato di alzarsi. Tutto fuori è piatto, la pioggia ha perso l’odore terroso – che amo d’estate, – nell’inondazione del ripetersi uguale da giorni. Il sapore delle domeniche silenziose di prolisse omelie, si sussegue sette giorni su sette, oramai esauriti hobby e passioni, il desiderio rimane; la luce del sole, che è meretrice dei cieli, si fa desiderare.
Il ritmo si è perso, nelle pareti, stanche anch’esse di rimbalzare la stessa voce e le stesse facce.

The color of the sky has been lost in the days that have no end.
«It had been March already yesterday, now winter has really arrived, in this corner of the world that I am allowed to see, in the inverted box, it has become: resist quietly, driven by the invisible that destroys the colors, – it grants only three notes directed by proclamations on TV».
The waters are raging and it already seems the sunset of a sun that has forgotten to rise. All out is flat, the rain has lost earthy smell – which I love in the summer, – in the flood of the same repeat for days. The taste of the silent Sundays of long-winded homilies continues – seven days a week now, hobbies and passions are exhausted, the desire remains; the light of the sun, which is the harlot of the heavens, makes itself desired.
The rhythm has been lost in the walls, too tired of bouncing the same voice and the same faces. ”

SARS-CoV-2: collateral effects (text).


«Quando l’aggressività di un uomo diventa violenta, mi accorgo del mio confine fisico. Comprendo immediatamente che la mia fisicità, il mio involucro, ha dei limiti circoscritti, troppo stretti, allora cerco un rifugio in cui rintanarm dentro che, d’improvviso, diventa un’interminabile estensione. “Dispersa dentro di me.” In quei momenti, non trovando nascondiglio, vedendomi allo sbaraglio, emerge una sorta di fierezza di me, un piacevole sapore di sfida, sostenuto dalla curiosità di vedere fino a che punto può arrivare un uomo di fronte all’immobilità della fermezza, apparentemente impavida.»


«Una violenza taciuta dietro la vergogna di essere stata debole, dei sensi di colpa sulla quale si basa l’arrogante autorizzazione a violare il tuo spazio, non solamente fisico, ma soprattutto, subdolamente, interiore e intimo.»
“Non puoi dimostrare le ferite dell’anima provocate delle urla, le continue aggressioni verbali, lo sdegno delle parole dette con la prepotenza di sminuirti denigrandoti di fronte agli altri, di umiliarti ignorando bisogni espressi a disintegrare la tua autostima, negandoti continuamente attenzione.”
Finché non ti ritrovi più, dispersa, seppellita sotto l’accumulo di quanto non tuo, che per un briciolo di serenità, hai messo sempre prima della necessità di essere.»


«When a man’s aggression turns violent, I notice my physical boundary. I immediately understand that my physicality, my envelope, has limited limits, too narrow, so I look for a refuge in which to burrow inside that, suddenly, becomes an endless extension. “Lost inside me.” In those moments, not finding a hiding place, seeing me in trouble, a sort of pride emerges in me, a pleasant taste of challenge, supported by the curiosity to see how far a man can go in the face of the stillness of apparently fearless firmness.»

«A violence silenced behind the shame of having been weak, of the guilt on which the arrogant authorization to violate your space is based, not only physical, but above all, subtly, interior and intimate.
“You cannot demonstrate the wounds of the soul caused by screams, the continuous verbal aggressions, the indignation of the words spoken with the arrogance of diminishing yourself by denigrating yourself in front of others, of humiliating yourself by ignoring expressed needs to disintegrate your self-esteem, continually denying you attention.”
Until you find yourself more, dispersed, buried under the accumulation of what is not yours, which for a modicum of serenity, you always put before the need to be.»