2011

mica*, Giulio

… se non c’é pane, mangeremo brioches.

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2011

mica*, Giulio

… se non c’é pane, mangeremo brioches.

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In risposta alla dichiarazione del ministro dell’economia Giulio Tremonti “Con la cultura non si mangia!”.

Il progetto è pretesto per istigare una riflessione attiva e una presa di coscienza dinamica su un sistema politico-sociale fondato sul “Divide et impera”, senza alcun rispetto per la dignità umana e le necessità primarie di un sistema civile (il pane quotidiano).
L’aggregazione su principi universali senza alcun tipo di discriminazione, la coalizione di valori comuni (il cibo come diritto imprescindibile di tutti e di ciascuno), sono l’unica arma capace di spezzare il sistema, rompendone il cerchio.

L’ADUNATA delle BRICIOLE è una rivolta del pane, pacifica.
La provocazione si rivolge al sistema politico-economico globale, italiano nello specifico, ma anche al sistema dell’arte, chiuso nel proprio snobismo elitario.  CASTE limacciose che inquinano e snaturano completamente i principi fondamentali e fondanti: democrazia-giustizia, armonia-bellezza.

*La forma avverbiale mica deriva dal latino MICA “briciola di pane” (attestato in Petronio) e in italiano, nel significato di “punto”, “affatto”, ha attestazioni molto antiche fin dal Ritmo di Sant’Alessio composto nel XII secolo. Proprio dal significato originario di “briciola, piccolissima parte”, attraverso un uso estensivo in frasi negative, ha assunto il significato corrente di “per nulla, affatto”. […] In italiano la particella mica, registrata già dalla prima edizione del Vocabolario degli accademici della Crusca (1612) anche nella variante miga attestata in Boccaccio, ha avuto maggiore diffusione nella lingua comune, parlata (nei dialetti restano vive diverse realizzazioni: miga e minga al nord, nel parmense si è mantenuta la forma brisa “briciola”), mentre in ambito letterario le occorrenze non sono numerosissime. Fonte: http://www.accademiadellacrusca.it

“Tutto cio che è giusto è anche bello.” Platone

In reply to the assertion by the Minister of the Economy Giulio Tremonti “You can’t eat with culture!”.

The project is a pretext to incite an active reflection and a dynamic awareness of a political-social system based on “Divide et impera”, with no respect for human dignity and the primary needs of a civil society (daily bread).
The aggregation on universal principles without any form of discrimination, the coalition of common values (food as an essential right of each and every one), are the only weapon capable of shatters the system, breaking the cycle.

The INSURGECE of the CRUMBS is a peaceful bread revolt.
The provocation is aimed at the global political-economic system, specifically Italian, but also at the art system, closed in its own elitist snobbery. Muddy CASTE that pollute and entirely distort the fundamental and founding principles: democracy-justice, harmony-beauty.

*The adverrbial mica form comes from the Latin MICA “breadcrumb” (attested in Petronius) and in Italian, in the meaning of “point”, “at all”, it has very ancient attestations since the Rhythm of Saint’Alexius composed in the twelfth century. Just from the original meaning of “crumb, very small part”, through an extensive use in negative phrases, took on the current meaning of “for nothing, at all”. [… ] In Italian, the mica particle, already recorded since the first edition of the Vocabolario degli accademici della Crusca (1612), also in the miga variant attested in Boccaccio, has had greater diffusion in the common language, spoken (in the dialects there are still many achievements: miga and minga in the north, in the Parma area the form brisa “briciola” has been maintained), while in the literary field the occurrences are not very numerous. Source: http://www.accademiadellacrusca.it

“The good is the beautiful.” Plato